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| La Filosofia Con I Bambini |
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Il laboratorio dialogico proposto nel testo Creature variopinte- Itinerari di filosofia con i bambini della scuola primaria, ed. ANICIA Roma 2004 (da cui sono tratti molti contenuti qui riportati), si esplica nella normale routine della scuola primaria, ma - con opportune modifiche - anche della Secondaria di primo grado e del primo biennio della Scuola Superiore. Tali procedure conferiscono alle attività didattiche i caratteri di un apprendimento democratico ed interattivo, in cui il team docente svolge un ruolo di animazione/guida e il gruppo di apprendimento si configura come autonoma comunità di ricerca. Il laboratorio Creature variopinte è strutturato con attività transdisciplinari, caratterizzate da flessibilità e modularità, secondo il modello LARSA (Laboratorio di Recupero e Sviluppo degli Apprendimenti) proposto nell’impianto metodologico e culturale attuativo delle Indicazioni Nazionali per i Piani Educativi Personalizzati, in vista della promozione delle eccellenze individuali e del conseguimento del successo formativo di tutti e di ciascuno. La riflessione filosofica, oltre che su percorsi di logica, si svolge anche e soprattutto su temi teoretici ed etici, estetici, ermeneutici - privilegiando la produzione letteraria di ambito italiano ed europeo - con l’intento di stimolare il pensiero narrativo, la riflessione metacognitiva e l’esperienza autobiografica. Il dialogo in classe non è influenzato da piani di discussione prestabiliti né da una maieutica pilotata, piuttosto si ispira al midrash ebraico, per i caratteri di libertà, democrazia e assoluta parità tra i dialoganti. Sul piano metodologico, Creature variopinte privilegia la strategia del cooperative learning sia per l’interazione e la cooperazione linguistico-cognitiva tra pari che per il tutoring esercitato dagli alunni stessi - in maniera del tutto spontanea e colloquiale - nei confronti dei compagni in difficoltà di apprendimento (sono stati documentati apprezzabili risultati con un alunno dislessico).
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Nel suo ruolo di facilitatore del processo di ricerca, il docente costituisce un polo complementare, in senso dialogico, della ricerca dei significati che i componenti del gruppo di apprendimento svolgono in forma collaborativa. In particolare, il docente consente di spostare la zona di sviluppo prossimale (Vygotskij) sempre più in avanti o semplicemente… da qualche altra parte. Egli stimola la problematizzazione e il conflitto cognitivo con lo scopo di far progredire la riflessione e l’elaborazione del discorso, offrendo un costante sostegno interpretativo agli scambi linguistici. Gli argomenti su cui incentrare le discussioni nelle sessioni di attività dialogica (assimilabili ad Unità di apprendimento individuali e di gruppo) sono ripartiti in tre moduli, senza che intercorra tra essi alcuna propedeuticità prestabilita:- Modulo A: I percorsi speculativi “Nel paese delle meraviglie”
- Modulo B: I percorsi identitari “Attraverso lo specchio”
- Modulo C: I percorsi prosociali “I care”
L’attenzione degli alunni viene convogliata su brevi testi-stimolo costituiti da fiabe di magia, miti greci, brani di narrativa classica; la selezione dei brani ha per scopo – tra l’altro - la promozione della lettura individuale e collettiva come piacere emotivo-cognitivo e la cooperazione interpretativa del testo (U. Eco: Lector in fabula). L’esperienza pregressa del laboratorio filosofico, nato per sollecitare prioritariamente gli aspetti logici della conoscenza, ha dimostrato come gli alunni, nel corso delle interazioni dialogiche, accedano spontaneamente a riflessioni di carattere estetico, teoretico ed etico. Nella letteratura per l’infanzia – e particolarmente nella fiaba di magia - si incontrano personaggi (bambini, adulti, animali) attivamente impegnati nell’attribuzione di senso ad eventi di vita quotidiana o a situazioni filosoficamente rilevanti connesse ai più disparati contesti esperienziali. Tutte le opinioni espresse nel dialogo vengono valorizzate e ritenute degne di considerazione, perché contribuiscono alla maturazione cognitiva e metacognitiva degli alunni. Creature variopinte assume pertanto la connotazione essenziale di un laboratorio di metacognizione pienamente attuabile nella prassi scolastica quotidiana, senza bisogno di particolari adattamenti organizzativi in termini di spazio (è sufficiente un setting ottenuto disponendo i banchi a cerchio) e di tempo (sono sufficienti 2 ore settimanali di discussione filosofica e più o meno altrettanto per i laboratori concernenti i linguaggi verbali, non verbali e digitali). Non occorrono particolari attrezzature didattiche oltre a quelle di cui normalmente ogni scuola è ormai dotata, in particolare in ambito multimediale e informatico. Fondamentale è da ritenersi l’aspetto della documentazione pedagogica, in particolare per la redazione del portfolio delle competenze, che in Creature Variopinte assume la connotazione di una narrazione autobiografica delle tappe più significative del percorso formativo (diario di bordo, memorie di gruppo, produzione di metafore verbali e grafiche, conversazioni registrate, mappe cognitive, elaborati ludico-grafici, griglie di comprensione, questionari di verifica, ecc.), favorendo il massimo coinvolgimento e la responsabilizzazione personale di ciascun alunno. |
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